Ritratti · Brand Stories · Talkography
C’è sempre qualcosa
da vedere
Imparando a conoscere qualcuno, anche il silenzio parla. Il mio lavoro è guardare quello spazio sospeso tra come vorremmo sembrare e come siamo davvero, e trasformarlo in immagini. È lo stesso approccio che porto nei ritratti, nei lavori per i brand e in Talkography: più conversazione, meno pose.
Talkography
il ritratto che parte da una conversazione
Mi piace lavorare in uno spazio raccolto, lontano dal rumore in provincia di Mantova. Tendo a fare un sacco di domande. Non per trovare subito una risposta giusta, ma per arrivare a quel punto in cui la posa si stanca e resta qualcosa di più interessante.
Talkography nasce lì: una conversazione che diventa ritratto. Prima si parla, poi si fotografa. A volte l’immagine arriva proprio quando smettiamo di cercarla.
La conversazione
prima dello scatto
Faccio domande sbagliate. Quelle per cui non esiste una risposta giusta. Nel momento in cui si smette di cercarla, succede e basta.
Silenzioso,
senza distrazioni, luminoso.
La luce cambia e crea con me — a volte è lei che decide. In uno spazio così le persone si siedono, respirano e mostrano qualcosa che di solito tengono per sé.





